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domenica 26 febbraio 2017

MARIA

Maria aveva ventidue anni a quei tempi ( era nel dopoguerra) ed era già considerata quasi zitella perchè non era mai stata fidanzata. In realtà un amore più che segreto l'aveva da parecchio tempo,il problema era che lo sapeva solo lei e non aveva mai avuto il coraggio di farglielo sapere.
paesaggio agresteLui era Lorenzo, il figlio del proprietario più ricco del paese e abitava in una tenuta  "Il Cascinale" e di certo non si interessava a lei, figlia di un semplice agricoltore.
Maria era una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri e portava sempre in testa un foulard bianco e rosso che legava sotto la nuca.Lei aveva almeno potuto frequentare le scuole elementari e poi era rimasta a casa per accudire Rosina, la sorellina più piccola.
Negli anni del dopoguerra la vita era stata dura e Maria coi suoi genitori aveva dovuto lavorare duramente nei campi, poi era arrivato un piccolo colpo di fortuna.Il fratello di sua mamma era morto e, siccome non era sposato, avevano ereditato i suoi terreni e la casa dove abitava.
Questa eredità aveva migliorato di parecchio la vita della famiglia e avevano potuto permettersi di prendere dei lavoranti; Maria era stata così sollevata da alcuni lavori.
Non doveva andare più nella stalla a mungere le mucche e accudirle perchè era un lavoro pesante.
Aveva avuto così più tempo per curare il suo orto: un angolo loaveva adibito a giardino.In estate era un tripudio di fiori:rose, dalie,zinnie, ortensie, garofanini.Alla sera i profumi di quei fiori si spandevano nell'aria per tutto il cortile e ciò la rendeva orgogliosa e fiera. Inoltre nel piccolo cortile davanti casa aveva messo la  "porcellana" tutto intorno e vasi di begogne, digerani e di alcuni fiorellini di campo.
Quando le sue amiche l'andavano a trovare riceveva solo complimenti e, a volte, vedeva nei loro occhi un po' d'invidia,
A fine luglio per la festa del paese  Maria addobbava tutta la chiesa coi suoi fiori. La gente ne parlava e lei ne era molto orgogliosa.
Anche quell'anno stava spingendo il suo carrettino colmo di fiori per le strade del paese verso la chiesa.
- Hai bisogno di aiuto?
Al suono di quella voce nota, Maria si girò e vide il "suo" Lorenzo che si era accostato a lei con la sua bicicletta.
- Lorenzo, grazie, ma non ti devi disturbare,
- Ma no, - sorrise lui- non ti preoccupare, Lascio qui la bici e lo spingo io il carretto.
Il cuore di Maria fece le capriole e si sentiva le guance in fiamme: si augurò che Lorenzo pensasse che il suo  rossore fosse per il caldo.
- Stavi andando da qualche parte,, non vorrei farti tardare.- fece lei.
- No, facevo solo un giro in bici senza una meta precisa, Sono contento di averti incontrata. Andiamo verso la chiese, vero?
- Sì, stavo portando lì i fiori per la festa, come sempre.
- Eh, già. I tuoi fiori sono sempre i più belli, lo dicono tutti.
- Grazie, ma non faccio niente  di speciale.
Chiacchierarono fino ad arrivare sul sagrato della chiesa dove il parroco, don Leo, la aspettava.
- Maria, ben arrivata. Vedo che ti sei trovata un aiutante - la salutò.
Lei arrossì. - Ho incontrato Lorenzo per strada e ha voluto aiutarmi.
- Sei stato gentile - precisò il prete.
Lorenzo allargò le braccia sorridendo e chiese  indicazioni sulla sistemazione dei  fiori.
Da quel giorno Lorenzo e Maria si incontrarono diverse volte "per caso".Giunse la sera della sagra del paese trasformato per l'occasione in un grande luna park con musica, luci, bancarelle e tutta la gente riversata per le strade.
I due giovani danzarono sul "bal palchet", girarono tra le bancarelle, sorseggiarono una limonata, poi Lorenzo guidò Maria verso una stradina poco illuminata.
- Ti devo parlare - le disse. Lei lo guardò con ansia. - Maria, era da tempo che ti guardavo  da lontano senza avere l'occasione di poterti parlare. Io... credo di piacerti un po', vero?
- Sì, Lorenzo e non solo un po'.
- Anche tu mi piaci tanto.
Le mise le mani attorno alla vita e l'attirò a sè.
 Si scambiarono il loro primo bacio, all'inizio quasi con timore poi con una passione che nemmeno loro pensavano potesse divampare.Fu l'inizio di un periodo meraviglioso, sembrava una bella favola
destinata a concludersi nel migliore dei modi,ma quando annunciarono alle loro famiglie il desiderio
di sposarsi ricevettero entrambi un netto rifiuto a quel matrimonio.
Maria pianse a a lungo tra le braccia di lorenzo: purtroppo erano tempi duri e senza l'apporto delle famiglie non avrebbero potuto metter su casa.
Il padre di Lorenzo non reputava la famiglia di Maria abbastanza agiata e sopratutto non era al loro livello sociale.Suo figlio non poteva sposare una "contadina".
Al padre di Maria non piaceva il giovane perchè pensava che era troppo "in su" per mettersi con una come lei ed era convinto che dopo averne approfittato l'avrebbe lasciata sola e rovinata.
 I  due giovani conoscendo la cocciutaggine dei rispettivi genitori decisero di lasciare passare un po' di tempo e poi di riprovarci, ma la questione era più seria di quel che si erano aspettati.
Anche le loro madri sostenevano i mariti e consigliarono loro di lasciar perdere.
Alla fine per poter stare insieme usarono un piccolo capanno per gli attrezzi che nessuno usava più. Lorenzo lo aggiustò come meglio potè e quello divenne il loro nido d'amore.
- Non è possibile andare avanti così,- si lamentava la ragazza.
- Lo so, Maria, ma non abbiamo mezzi nostri e poi abbiamo dietro di noi fratelli e sorelle da sistemare.
- Lo so. Speriamo che dopo ci lascino in pace. Io  desidero solo essere tua moglie e passare la mia vita con te.
- Lo so. Anche per me è la stessa cosa, ma...
Intanto il tempo passava e la sorella di Maria sposò un giovane impiegato delle ferrovie molto gradito al padre. Anche un fratello di Lorenzo sposò una ragazza figlia di un proprietario terriero come loro. l'altro fratello si arruolò in aviazione e se ne andò via di casa.
Intanto il tempo passava e la situazione non era per niente cambiata.Tra attese, discussioni e liti passarono ben dieci anni.
 Poi il padre di Lorenzo si ammalò e decise di spartire l'eredità tra i tre figli ritirandosi a vita privata in una casa che aveva acquistato al mare dove i medici gli avevano consigliato di andare a vivere.
A quel punto Lorenzo e Maria poterono coronare il loro sogno. A Lorenzo era toccata una piccola proprietè con un piccolo rustico di poche stanze; era l'ultimo  "dispetto" da parte del padre.
Maria dovette lasciare la sua casa con una piccola valigia che conteneva l'indispensabile. La sua famiglia le aveva definitivamente voltato le spalle.
Si sposarono un mattino alle 6;00, soli con due testimoni procurati da Don Leo. Ci fu un attimo di tristezza, ma dopo la benedizione del sacerdote si abbracciarono stretti. Finalmente avrebbero potuto, dopo tanto penare, iniziare la loro vita insieme, a testa alta, davanti a tutti.


lunedì 13 febbraio 2017

SOLE, DOVE SEI ?

Io amo
la terra
che calpesto,
rispetto
l'amico
che mi tende la mano,
sono grata
a colui
che cura
le mie ferite
e
divide con me
il suo pane.
Non mi importa
del colore della pelle,
della fede politica,
del credo religioso
quando vedo
negli occhi dell'uomo
il sorriso....
ma
sentimentomi guardo attorno
e mi accorgo
che le mie parole
se le porta via il vento.
i miei pensieri
si perdono
nel mare dell'indifferenza,
le mie azioni
cadono a terra
come pietre pesanti,
i miei desideri
si dissolvono
nella nebbia
che avvolge l'umanità.
Sole,
dove sei?

DOLORE

Oggi
doloreho avuto la percezione
di un dolore cupo e acuto
che pervade le persone
quando devono combattere.
L'ho visto negli occhi
di un militare
ripreso durante una pausa
mentre si riparava
dietro il muro devastato
di quella che un tempo
era stata una casa.
Il mio cuore
ha saltato un battito:
e se quel militare
fossi stata io?

lunedì 29 agosto 2016

TERREMOTO

Terremoto.
distruzioneScosse.
Crolli.
Distruzione.
Macerie.
Morte.
E' la terra
che si ribella
alla follia
degli uomini?
E' l'indifferenza umana
che viene colpita
per punizione?
E' il male
che festeggia
il suo sopravvento
sugli uomini?
O forse è un monito
per l'umanità
che non prega più col cuore?


CAMPI DI GRANO

I campi di grano
granosi stendevano
a perdita d'occhio,
i fiordalisi e i papaveri
li punteggiavano
coi loro blu e rosso intensi,
le spighe mature
si ergevano vero il sole
per assorbire
il calore dei suoi raggi
e io stavo lì ,
incantata da tanta bellezza ,
sentendomi parte integrante
di quell'attimo
assaporando anch'io
il calore dell'estate
e accarezzavo
quasi con timore riverente
le spighe rigogliose
c
on la    mia manina di bimba.

lunedì 25 luglio 2016

VORREI VIVERE

vitaVorrei vivere
su un'isola deserta
circondata
solo
da animali, piante, fiori.
Vorrei vivere
solo
dove l'armonia
regna sovrana.
Vorrei vivere
senza la follia umana
che mi circonda
e mi obbliga
ogni giorno
a confrontarmi
con una realtà
che non mi appartiene.
Vorrei vivere
tra il sorriso
di bimbi sereni.
Vorrei vivere
là dove l'uomo
tende la mano
per aiutare l'uomo.
Vorrei vivere
tra coloro
che rispettano  la vita.
Vorrei vivere
dove Dio
è amato
come un padre amorevole.
Vorrei vivere,
semplicemente
vivere.